The Red Strings Club, la recensione: tra emozioni e cyberpunk

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Articolo del 15 Agosto 18 Autore: Matteo Tontini
Categoria: videogames
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Anche se il giocatore si ritrova impegnato a dover fermare la corporazione, sono i destini di Brandeis e Donovan, e non quelli del mondo, che sono più a cuore all´utente e lo sviluppatore Deconstructeam comprende chiaramente il valore di raccontare una storia così personale. Vi ritroverete a pregare che la coppia si prenda il tanto meritato lieto fine, ma dal momento che il gioco si rifà chiaramente a Blade Runner e a produzioni simili, l´incertezza è forse la migliore cosa che potrete sperare.

The Red Strings Club, la recensione: tra emozioni e cyberpunk - immagine 4

Per la maggior parte del tempo, i dialoghi di The Red Strings Club sono forti, arguti e onesti. Il confronto tra Donovan e i suoi clienti non solo li umanizza, ma mina la posizione morale dell´utente. Per quanto chiare siano le convinzioni di Donovan, diventa subito evidente che la mega-corporazione non è l´entità apertamente malvagia (che mira all´estirpazione di denaro) che potreste aspettarvi. Entrare nei panni di Brandeis smuove ulteriormente le acque morali mentre ci si ritrova a mentire avvicinandosi alla "vittoria".



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